Emmanuel Carrère – L’Avversario

Per chi avesse qualcosa da nascondere.

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“Ho pensato che scrivere questa storia non poteva essere altro che un crimine o una preghiera.”

“L’Avversario” rientra nella categoria del romanzo-verità: la storia, famosissima, ripercorre la vicenda di cronaca nera che nel 1993 ha scosso la Francia ed il mondo intero.  Jean-Claude Romand, quieto esemplare di maschio adulto, occhi placidi e carriera di successo, un giorno si sveglia ed uccide la sua famiglia – in due tranche, prima moglie e i due figli, poi i genitori – dopodiché tenta il suicidio, senza riuscirci. Gli amici, i restanti parenti, un’intera nazione si svegliano costernati, rabbrividendo alla visione dell’ennesimo mostro celato nelle spoglie di una così brava persona, mite e affettuosa, e si chiedono quale sia il motivo di tanta furia. Lo stesso Emmanuel Carrère, già allora scrittore abbastanza affermato, rimane scosso ma anche affascinato dalla vicenda e soprattutto dalle motivazioni poi rese note pubblicamente: per diciassette anni Romand avrebbe mentito alla sua famiglia, inventandosi prima una laurea in medicina (in realtà mai conseguita) e poi un lavoro ben remunerato presso l’OMS di Ginevra; un castello di bugie destinato presto a crollare sulla testa del suo fautore, che non potendo più reggere la tensione e la paura della vergogna che ne sarebbe derivata, prende il coraggio a due mani e lo veicola verso una soluzione drammaticamente sbagliata, perché anziché ammettere l’inammissibile decide di uccidere tutte le persone a lui più care, quelle a cui avrebbe dovuto fornire ben più di semplici spiegazioni. Carrère prende contatto con Romand ed in seguito ad una comunicazione espistolare, diversi incontri e date processuali inizia a scriverne un romanzo, pubblicato nel 2000.

Se la storia è molto interessante dal punto di vista psicologico, con l’aggiunta di un (bel) po’ di curiosità morbosa riguardo ad un fatto di cronaca così eclatante, lo stile dell’autore è abbastanza discutibile; in particolare, come lo scrittore abbia deciso di impostare la narrazione, che è poi il suo metodo di lavoro e diventa da lì in avanti la sua firma. Il problema di Carrère è che narra tutto in prima persona, diventando di fatto il protagonista dei suoi libri. Nello specifico “L’Avversario”, seppur concepito come un’opera su Romand, dopo svariati tentativi di approcci più o meno distaccati alla Truman Capote, si auto-evolve (o regredisce, dipende dai punti di vista) in un romanzo incentrato su Carrère che scrive su Romand. In questo espediente letterario non vi è nulla di male, perchè a volte essere diretti e rivolgersi al lettore serve a trasmettere un senso di onestà, sincerità, che può giovare al prodotto di cui si parla – un geniale esempio è Laurent Binet in “HHhH”, romanzo storico sul nazismo a Praga, semplice e socratico nel suo “Io comunque lì non c’ero, e so di non sapere” – ma il modo in cui Carrère utilizza la prima persona risulta molto fastidioso, riuscendo a trasformare la sua voce in un intruso che continua a parlare di sé anche quando il lettore ne farebbe volentieri a meno, invadendo la narrazione con dettagli francamente evitabili riguardo alla propria vita, mischiando autobiografia e report giornalistico. Preso atto di questo, le domande a cui rispondere sono due: la prima, se Carrère sia un bravo scrittore, e la risposta è no; la seconda, se “L’Avversario” sia un romanzo da leggere, e in questo caso la risposta è sì. Per  aver soddisfatto l’interesse – per quanto malsano – verso una vicenda realmente accaduta, per un lavoro di indagine delicato ed ineccepibile, per aver scavato a fondo, cercato di portare alla luce le reali motivazioni dell’omicida. E per aver dato voce all’insostenibile leggerezza dell’essere Romand, in carcere, ma finalmente al sicuro dall’oppressione della finzione:

“Non sono mai stato così libero, la mia vita non è mai stata così bella. Sono un assassino. La mia immagine agli occhi della società è la peggiore che possa esistere, ma è più facile da sopportare che i miei vent’anni di menzogne.” (Jean-Claude Romand)

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