Per chi al posto del cuore avesse una mongolfiera.

“Di lì a poco venne a piovere; l’attrice, famosa per la sua figura snella, rassicurò i presenti dicendo di essere troppo sottile per temere la pioggia; sarebbe semplicemente passata fra una goccia e l’altra.”
“Livelli di vita” è la storia di un tentativo e di una perdita. Il tentativo è quello di comandare un mezzo di locomozione aereo, che in realtà è in balìa degli agenti atmosferici (a volte positivi, a volte avversi). Un equilibrio difficile e sottile, in cui può comunque capitare la stranissima visione della propria ombra proiettata sulle nuvole. La perdita è improvvisa, dolorosa e singolare: si tratta della morte della persona amata e conseguentemente della fine di un amore durato anni. L’elaborazione di un lutto che dura da allora e che ancora adesso pulsa come un organo vivo, dittatoriale nel chiedere attenzioni e meticolore cure.
In questo libro a metà delle due storie avviene una scissione perentoria, passando da un’evocazione galleggiante tra lo storico ed il romanzato, che si legge per il gusto di lasciarsi scivolare sugli occhi le parole bellissime di Barnes e la maestria con cui utilizza la sua lingua madre, ad un atterraggio disastroso e terreno, reale e lancinante nel male che provoca. La testimonianza di Barnes è una voce tra mille nel raccontare della morte della propria moglie. Niente di originale, eppure così precisa, metodica nell’elencarne gli effetti, dal parlare da solo per rivolgersi a lei, alle parole sbagliate di un amico, all’aspettativa che si crea dopo qualche anno quando ormai “dovrebbe esserti passata”, “ti vedo meglio”, “perché non ti risposi?”. Alla conta dei giorni e degli anni passati in una solitudine non voluta, con stampate in mente tutte le ultime esperienze fatte assieme (l’ultimo viaggio, l’ultimo giorno in ospedale, l’ultima parola pronunciata) e senza tuttavia riuscire a ricordarsi cosa ci fosse prima.
“Livelli di vita” potrebbe essere un diario, uno scritto personale pubblicato per caso, o un’indagine storica poi sfociata in uno sfogo privato. Tuttavia ha il pregio di sottrarsi ad una categorizzazione dovuta e di sopravvivere per quello che è: la descrizione di una perdita immane, ed il tentativo di ricordare un amore che oscillava nel cielo come un pallone aerostatico. E se mille variabili avrebbero potuto farlo cadere, nessuna di loro l’ha fatto.