Kent Haruf – Trilogia della Pianura

Per chi amasse le parole, anche nella loro assenza.

plainsongPlainsong – Il canto della pianura

Kent Haruf è un cantastorie delle vite dei suoi personaggi, un attento stenografo di una comunità immaginaria. É un Hemingway della provincia, un narratore silenzioso dotato di un cuore che non si vede quasi mai. Nell’aria tersa di Holt, cittadina invisibile del Colorado, Haruf immerge lentamente il lettore nei piccoli drammi, relazioni, litigi e reminescenze dei suoi abitanti. Sono storie della quotidianità senza un inizio ed una fine, esperienze intrise di ricordi con cui i protagonisti devono fare i conti ad un certo punto della loro vita. La parola d’ordine è sempre la stessa: semplicità. Non bisogna essere statunitensi per capirle. Non è necessario conoscere le regole di un ranch o essere amanti della natura per immedesimarsi nelle ambientazioni descritte. Non bisogna per forza aver conosciuto la depressione, l’isolamento, la difficoltà nel rompere una routine. Essere stati abbandonati, picchiati o aver lasciato qualcuno tra i propri cari. Non aver fatto quella telefonata per orgoglio, non aver mai chiesto scusa. Aver subìto un lutto o sapere di stare per morire. Ed è questa la magia di Haruf: non serve aver provato determinate esperienze per immedesimarsi in ciò che si legge, perché le emozioni che trapelano dalle pagine esulano il contesto e diventano della collettività, appartenendo allo scrittore come al lettore, che partecipa a veri e propri squarci in un materiale narrativo altrimenti molto scarno, venendo investito da scariche di empatia e commozione da cui è difficile staccarsi. 

Giunti all’ultima pagina della trilogia, qualunque sia l’ordine che il lettore decida di dare ai tre volumi, non si rimane che con una certezza: che le emozioni sono universali, siano esse provate da un bambino o da un anziano ormai malato. E che, fortunatamente, non è mai troppo tardi per cambiare il corso della propria vita, anche a costo di parlare con i propri fantasmi, per finalmente lasciarli andare. 

“I’ve often wondered, is it better to have these years with someone you love and then have to remember and compare ever afterward and feel the lack of him. She glanced at Alene. Or never to have had that other person so you don’t have to keep remembering what it used to be.

I’d have to say it’s better to have loved that person, Lyle said.”

La trilogia della Pianura sono tre volumi ma un unico libro, uno dei più belli che io abbia mai letto e che ricorderò d’ora in avanti con affetto e dolore, con la certezza che gli abitanti di Holt saranno sempre ad aspettarmi in un universo cristallizzato, e che nell’aria fresca e leggera, sotto le prime stelle serali, li troverò a bere un caffè nel cortile di casa.

eventideEventide – Crepuscolo

benedictionBenediction – Benedizione

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