Grace Paley – Tutti i racconti

Per chi aspettasse il principe azzurro, solo per fargli lavare i piatti.

tutti-i-racconti-25

Grace Paley nella sua vita non ha mai pubblicato romanzi, solo racconti, e c’è della soddisfazione nel finire una raccolta di 514 pagine che li racchiude tutti. Dal primo all’ultimo. Paley scrive unicamente di quello che conosce: della sua vita di donna, madre, figlia, lavoratrice, attivista politica e pacifista. Nonostante i protagonisti non siano sempre gli stessi, e gli scorci di vita narrata siano anche molto diversi tra loro, andando avanti con i racconti (e negli anni) si capisce che alcune ambientazioni le stiano particolarmente a cuore e come la maggior parte delle idee trasmesse poi su carta siano il diretto risultato della sua esperienza personale. Senza fronzoli e senza alcuna volontà di abbellirne i passaggi, inclusi i momenti più bassi, deprimenti e imbarazzanti.

Bastano poche pennellate per ritrovarsi in un parco giochi, circondati da bambini urlanti e madri immerse in pettegolezzi, divorzi e bisticci, mentre si sprecano i commenti a mezza voce sulla sconosciuta appena arrivata nel quartiere. Si cammina con Faith nei sobborghi periferici di New York, tra povertà e voglia di riscatto, seguendo passo dopo passo donne fortissime che vivono – o meglio, sopravvivono – senza aspettare il principe azzurro, che fanno l’amore quando ne hanno voglia, ed elencano divertite i propri amanti ai loro padri, scatenando condanne e grida allo scandalo. Sono donne che lentamente muoiono di cancro e decidono di dare party di addio in cui è proibito piangere;  le stesse donne che, giunte ad un’età in cui si è già vecchie – ma non troppo, senza dare troppe spiegazioni decidono di ritirarsi in una casa di riposo, noncuranti delle proteste delle figlie.

“Percorrendo solchi profondi, le lacrime scesero lungo le anziane gote. Ma da settantasette anni lei sorrideva in un modo così strano che di colpo le lacrime deviarono dritte verso le orecchie e finirono appese come perline a ciascun lobo.”

I racconti di Grace Paley sono scorci di vita quotidiana, pomeriggi assolati che iniziano con un dialogo e si interrompono a metà di una frase; sono le vite hopperiane degli altri, intraviste dalle finestre del palazzo di fronte, sono le sfide private al benpensare ed al senso comune portate avanti in nome della libertà e diritto alla vita. Ma oltre al contenuto, è il suo modo di scrivere a conquistare, la scelta degli aggettivi, la leggerezza ed ironia del continuo accostamento di immagini e metafore, rendendo impossibile fermare il fiume della sua scrittura una volta giunti alla fine della raccolta. Perché si arriva a sentirsi parte di un ciclo che va oltre le pagine, perché – come direbbe Rosie: “qualunque cosa fai, la vita non si ferma. Al massimo si siede un minuto e fa un sogno.”

E così ha fatto Paley, riuscendo a farci sognare innumerevoli vite mediocri, imperfette e bellissime.

 

Lascia un commento