John Updike – Rabbit, Run

Per chi volesse una seconda opportunità.

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“Corri, Coniglio!”. Corri più forte che puoi. Ora che ti sei reso conto che il matrimonio non è quello che ti immaginavi che fosse, che il tuo lavoro è noioso e degradante, che hai già un figlio a cui potresti rinunciare, che non sopporti i tuoi suoceri, che nessuno si ricorda più delle tue prodezze sul campo da gioco, che non sei che un numero seriale, una pedina, l’ennesimo prodotto della mediocrità americana, ora che hai fatto un passo un po’ più lungo di quanto avessi mai osato e vedi chiaramente da fuori quanto la tua vita sia penosa e non sia quella che avevi sognato, ora che hai abbastanza coraggio per smettere di pensare e agire e basta, ora che non sai cosa vuoi ma sai perfettamente cosa non vuoi più avere, cosa non vuoi più essere, dove non vuoi più essere, corri. Prendi la macchina e guida lontano, non ti fare scoraggiare dalle strade che non conosci e dai cartelli che non hai il tempo di leggere. Continua a guidare. Pensa a tutte le donne che non hai ancora incontrato, che non hai avuto l’opportunità di sedurre, a cui non hai potuto offrirti come soluzione per migliorarne la vita. Pensa alle grandi cose che potresti ancora fare, sei ancora giovane Coniglio, sei svelto ad imparare, sei sveglio quando la routine non ti assale fino a lobotomizzarti il cervello. Sei integro nei tuoi desideri ed in ogni tua azione, anche la più meschina. Corri, Coniglio verso un clima più mite, gli aranceti, le valli, scappa dalle montagne, dalle cittadine di provincia, dai giudizi di chi non ti conosce e non sa che oggi è il primo giorno della tua nuova vita. Come Orfeo che non si sarebbe dovuto voltare tu non ripetere lo stesso errore. Non svoltare la macchina all’ennesimo bivio, non tornare da tua moglie. Non far sì che tutto vada in rovina. Non portare indietro la morte.

 

 

 

 

 

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