Joe R. Lansdale – Bastardi in salsa rossa

A chi mancasse il vecchio Lansdale. Qui ce n’è un vago ricordo.

9788806235291_0_0_0_75

“Leonard intervenne: – Digli quanto vale la nostra vita. – Ci volevano sparare per cinquecento dollari, – dissi. – Un momento… – rivolsi la mia attenzione allo zoppo. – A testa? – No, da dividere, – disse lo zoppo. – Davvero? – dissi io. Lo zoppo annuì. – Abbiamo fatto uscire dei procioni da una mansarda per lo stesso prezzo.”

Che Lansdale abbia perso lo smalto, le idee e la voglia è cosa risaputa da qualche anno. Incredibilmente, quest’ultimo romanzo parte meglio del precedente e più o meno regge fino alla fine. Niente di paragonabile a “quelli belli” (Il Mambo degli orsi, Bad Chili…) ma almeno è accettabile, per uno che volesse spegnere il cervello per qualche ora e darsi al puro intrattenimento (come direbbe Wallace). I lati positivi sono: un humor graffiante e politicamente scorretto,  i dialoghi sopra le righe, del tutto inverosimili ma spesso geniali, la totale compensazione dei due personaggi principali. Ma soprattutto l’uso del sarcasmo come arma vincente in quasi tutte le occasioni, cosa che solo Chandler di Friends riesce a fare altrettanto bene. Resta inteso che la storia è una cavolata ed il finale del tutto prevedibile. Interessante invece l’inizio, dove Hap risorge dall’oblio come Misery di Stephen King e tutti si chiedono: “Ma non poteva semplicemente farlo morire?”

Chissà quanti soldi gli hanno dato.

Beato lui.

 

 

Lascia un commento