Jonathan Safran Foer – Extremely Loud & Incredibly Close

Per chi pensasse che il dolore sia senza tempo e senza età. So it is love.

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“He promised us that everything would be OK. I was a child, but I knew that everything would not be ok. That did not make my father a liar. It made him my father.”

“Extremely Loud & Incredibly Close”: un titolo che vale mille parole. Un romanzo bellissimo e terribile che mi ha piangere per un giorno intero, in Thailandia, in pieno inverno. Questo per dire che se l’avessi letto a Londra probabilmente ora non sarei qui a raccontarlo. Protagonista è un bambino, Oskar, ed il suo lutto – la perdita del padre, avvenuta in modo atroce e purtroppo molto famoso, con la caduta delle Torri Gemelle. A distanza di tempo si intuisce che il dramma non sia stato superato, tutt’altro; tuttavia, è proprio il ricordo del padre e la speranza che gli abbia lasciato un ultimo messaggio a portare il figlio ad intraprendere un viaggio, una caccia al tesoro per tutta New York alla ricerca di una serratura e di un fantomatico Signor Black. Le persone che incontra condividono con lui una personale visione della vita e speciale rivisitazione del proprio passato, amara ed ironica. Nel frattempo, la nonna di Oskar ha a sua volta una storia da raccontare, e dall’America si passa all’Europa, ad uno scenario storico se possibile ancora peggiore, evocato dalla città di Dresda. Le perdite si sommano, tragicamente, ma alla fine aiutano a dipanare il mistero. Tutto questo si affronta con un misto di divertimento e passaggi di una comicità esemplare da un lato, e con un peso sul cuore dall’altro che si ingigantisce pagina dopo pagina fino a diventare enorme. Della serie, vorrei sapere realmente cos’è successo, ma ho paura di saperlo, perché sarà atroce. Il presentimento è indubbiamente esatto. Questo romanzo è un capolavoro.

 

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