Quando la realtà supera la fantasia.

Bunker è l’opposto di Lilin: si parte dal presupposto che sia tutto vero (per davvero).
Non i personaggi in sé, quanto piuttosto la vita tipica di un criminale incallito e apparentemente senza rimorsi. Tale è Edward Bunker, almeno sulla carta: casa famiglia, riformatorio, carcere minorile, carcere vero e proprio, libertà vigilata, spaccio, aggressioni, rapine. In cella, Bunker inizia a leggere libri su libri, se ne innamora, e anche questo sembrerebbe un cliché -una tipica redenzione del cattivo grazie alle parole scritte; invece è sempre tutto vero. L’amore per la letteratura e successivamente per la scrittura non è del tutto disinteressato, in quanto arrivare alla pubblicazione potrebbe voler dire una riduzione consistente della pena da scontare. Della serie, è un fuorilegge ma scrive da dio, liberiamolo!
Bunker ne fa una questione di vita o di morte, e alla fine ce la fa. E’ edito, diventa famoso, tutti lo amano, (ennesima scarcerazione), guadagna bene, alti e bassi, Tarantino lo sceglie per Le Iene, divo del cinema, champagne, moglie, figli, felicità. Che vita fantastica.
Con tutta questa premessa rocambolesca ed avvincente, “Cane mangia cane” dovrebbe essere un gioiello, l’apice del sensazionale (parla di vite di criminali! E lui è un criminale!). E invece no, perché il romanzo è indubbiamente godibile, ma piatto. Sono le emozioni a mancare, anche nelle scene più truculente, riprendendosi solo nel bellissimo finale. L’impressione è che Bunker rimanga a metà, sospeso, senza riuscire a decidere se far parlare gli eventi oppure intervenire con pochi tentativi di analisi psicologica; ma quando questo avviene, l’introspezione è forzata, finta, e poco si incastra con la fredda narrazione pre e post paragrafetto sentimentale.
“Cane mangia cane” si legge velocemente, ma lascia poco o nulla. In compenso, in fondo al libro ci sono ben due appendici:
- A proposito di Edward Bunker (di William Styron)
- Un ultimo colpo, Mr. Blue ( di Marco Scotti)
Di poche pagine ciascuna, si parla dell’autore e della sua incredibile storia. La parte più interessante di tutto il libro, che va a vincere a mani basse su Troy, Diesel e Mad Dog.
Capita, se hai una vita così.