Per chi si fosse mai innamorato del suo migliore amico.

“Alla fine dell’estate del 1922 mia nonna Desdemona Stephanides non faceva predizioni sulle nascite bensì sulle morti, e specificamente sulla propria.”
Ci sono libri che mi piacciono così tanto che scriverne diventa riduttivo. E’ il caso di “Middlesex”. Il romanzo narra di un tema non facile: nascere con una mutazione genetica tale da rientrare nella categoria di ermafrodito. Al lettore il segreto viene svelato da subito, ma ci vuole tutto il libro affiché Callie spieghi come sia avvenuta tale mutazione, affondando la sua memoria nelle difficili radici della sua famiglia, come lei stessa ne sia lentamente venuta a conoscenza per poi arrivare all’esplosione della notizia e alla necessità di una scelta, coincidente con gli anni più complicati – l’adolescenza.
Non è certo un argomento facile. Si parla di incesti, membri nascosti, voyerismo. Eppure Eugenides lo fa in modo naturale e delicato, senza omettere nulla, perché in fondo non c’è nulla di cui vergognarsi – nonostante la vergogna verso se stessi, le proprie azioni ed il proprio corpo sia uno dei temi centrali. Andare in palestra senza spogliarsi, per non essere guardati. Fingere di avere le mestruazioni per non dovere andare dal medico. Fingere di avere il seno, di non averlo, di averlo grande come le altre. Fingere per paura di essere un mostro.
Il secondo tema è l’immigrazione e lo sradicamento dal proprio paese di origine. Il terrore di non avere più nulla. Vedo con i miei occhi la mia gente bruciare viva, i soldati che voltano lo sguardo, la mia casa distrutta, le mie trecce tagliate. Ma io vivo, e scappo, e piangerò tutti i giorni della mia vita quella terra di favole di cui non ho quasi più memoria.
Il terzo tema è l’amore. Callie si innamora di una sua compagna di classe che per tutto il libro viene chiamata l’Oscuro Oggetto (del desiderio). Non ha altro nome che quello, e a me è bastato per amare Callie e amare lei e stare male per loro. A qualcuno sarà capitato di innamorarsi del suo migliore amico. Anche per un attimo, pensare che non sia solo un volersi bene. Io alle elementari mi ero innamorata di Elisa un secondo dopo averla avuta come vicina di banco, e mi ricordo bene dei cuori che disegnavo sul diario. Le sue iniziali e le mie. Mi ricordo che le scrivevo ed ero felice.
“Cominciò così. Lui le suonò Begin the Beguine contro la clavicola, Moonface contro le guance morbide.”
Penso sia vero che siamo tutti un po’ Middlesex.
Basta poco per immedesimarsi in Callie.
Basta poco per vincere il Pulitzer.