Per chi si chiedesse cosa facesse l’autrice nel suo tempo libero.

All’inizio dell’anno mi sono trasferita a Londra. Qualche giorno prima di partire, sono andata in libreria a fare acquisti, i classici investimenti per l’imminente futuro, conscia di avere davanti oscuri mesi di testi scaricati online, peraltro dalla formattazione discutibile (non sempre riesco a craccar… convertirli nel modo corretto, ed il mio Kindle è della prima generazione, quelli a manovella). Individuati i romanzi, al momento di pagare il libraio esordisce con “Ma tu li leggi i libri in inglese, vero?”. Il primo impulso è quello di negare fino alla morte, No non ci capisco una sega e non me li godo per niente, ma poi penso che ok, sto andando a Londra, è un segno del destino, è il karma, è la telepatia, è Pietro che potrebbe vendermi qualsiasi cosa. Così annuisco fiduciosa e lui mi consegna “Come, Tell me how you live”, assicurandomi che è divertente e che lui stesso avrebbe voluto leggerlo in inglese. Io pago pensando che invece avrei voluto la copia in italiano.
I casi della vita.
Questo libro in realtà non è un romanzo bensì un racconto autobiografico dell’autrice, e già qui si intuisce che si tratta di un’opera speciale, perché a parte qualche incidente di percorso si arriva alla fine senza che muoia qualcuno. Ed è spassoso, ironico e carinissimo fin dalle prime righe, una filastrocca introduttiva in rima dove si rivolge al marito – archeologo – e ricorda il loro primo incontro, quando lui le raccontava di essere intento a scavare tesori nascosti e lei si distraeva pensando a come uccidere i personaggi dei suoi romanzi. Avendo poi deciso di seguirlo nei suoi scavi in Syria, il risultato è un minuzioso reportage del viaggio.
Agatha Christie ha il pregio di sapere rendere piacevole qualsiasi argomento con le sue parole e di regalare al lettore delle perle di indimenticabile humor anglosassone. Dalla scelta dell’abbigliamento per la spedizione, alla descrizione dei compagni di spedizione, al rivolgersi ad un gatto serissimo per risolvere un piccolo problemino di topi in casa. C’è da dire che si trattava di un professionista del settore. E che alla fine mi sono fatta una risata in inglese.
(Archivio 2017)