Chuck Palahniuk – Romance

Per chi volesse una favola della buonanotte.

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Brutto libro di racconti che sembra attestare senza dubbio di sorta che no, l’autore non ha più voglia di scrivere. Palahniuk è come Lansdale solo che la delusione è molto più grande, perché se con Lansdale tuttalpiù si scoppiava in una risata amara (e ora c’è solo tanta amarezza), con Palahniuk si aveva la sensazione di scrutare oltre il velo, di vedere finalmente in modo chiaro quanto il mondo fosse malato, grottesco, infernale. Alla mercé dei più furbi, degli psicopatici travestiti da persone comuni, della legge del taglione. In questi romanzi non c’è niente di tutto questo, non c’è l’amore di Fight Club, la disperazione di Ninna nanna, l’ossessività di Survivor, la dipendenza di Soffocare. Si legge perchè si legge, a volte anche a fatica, e si dimentica subito dopo. Dovessi citare un racconto che mi sia piaciuto mi troverei in difficoltà, e l’unica immagine che mi rimane in testa è quella dello stallone, e chi ha letto il libro sa a cosa mi riferisco. Ne farei volentieri a meno.

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