Per chi avesse nostalgia del buon vecchio King.

Un giallo-poliziesco in cui non appaiono vampiri, clown, donnole impazzite e macchine infernali. In realtà una macchina c’è (e la Mercedes starà ancora gongolando): è quella utilizzata dall’assassino psicopatico all’inizio del romanzo, per falciare un buon numero di persone in coda per cercare un impiego (perché lavorare, quando puoi risolverla così?). E sempre la Mercedes è tema ricorrente in tutto il libro in quanto fulcro delle indagini dell’ex detective in pensione, protagonista della vicenda.
Ogni volta che si commenta un romanzo di Stephen King parte la solita solfa riguardo al fatto che oggi è lontano anni luce dalla bravura e pathos dei primi libri, da Misery in poi ha perso la verve, glieli scrivono, si è rimbambito con gli anni, etc.etc.
Ma a me piacque assai.
(Archivio – 2016)