Per chi amasse le storie struggenti, di mare, violente, bellissime.

“Rialzandomi, vidi che il cielo era azzurro. Un azzurro assolutamente puro, che il verde scuro dei pini rendeva ancor più luminoso. Come sulle cartoline. Vaffanculo cielo. Vaffanculo cicale. Vaffanculo paese. E vaffanculo io.”
Izzo non poteva fare altro che scrivere nella sua vita, e meno male che lo ha capito in tempo. Il protagonista si chiama Montale, a suo modo è un poeta, un fallito, uno che vive nei ricordi senza riuscire ad uscire, che ha rinunciato alla carriera da tempo, che preferisce lasciare la maschera di poliziotto a casa e provare a parlare con i ragazzi e gli arabi del suo quartiere.
Questo romanzo trasuda violenza, ma non solo. Marsiglia vive tramite le parole e le descrizioni di Izzo che in prosa scrive il più toccante omaggio al rimpianto e all’amore.
“Pensai di nuovo a Marie-Lou. Alla notte trascorsa con lei a ballare. Il piacere provato mi aveva riportato indietro di anni. All’epoca in cui ogni pretesto era buono per passare le notti in bianco. Ero invecchiato una mattina, tornando a casa. E non sapevo come.”
(Archivio – 2016)