Fred Vargas – L’uomo dei cerchi azzurri

Per chi amasse i gialli non convenzionali, in cui succede poco o nulla. Di proposito.

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A distanza di anni ho riletto il primo romanzo della serie di Adamsberg.

Della prima volta ho un ricordo vago, mi aveva un po’ delusa, ma ero influenzata dal fatto che avevo già letto tutti quelli dopo (mai ignorare l’ordine cronologico dei libri… poi si scombina tutto). Questa volta invece, a mente sgombra, mi è piaciuto molto. Adamsberg è appena arrivato a Parigi, risolve casi su casi senza neanche accorgersene, è apatico, vago, inerte, bellissimo. La storia è geniale nella sua semplicità. Questo vuol dire che rileggerò anche tutti gli altri, per non fare un torto a nessuno…

“Adamsberg era lì. Danglard non avrebbe potuto dire se fosse sistemato alla scrivania, né seduto. Era posato lì, troppo leggero per la grande poltrona e troppo denso per l’arredo bianco e verde.”

(Archivio – 2016)

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