Per chi non si perdesse d’animo. Anche quando le condizioni si fanno disperate.

“Oggi sono stato fuori quasi tutto il giorno a esaminare quel che resta dell’impianto di comunicazione. Fa davvero pena. Per quel che può aiutarmi, tanto varrebbe che mi mettessi a urlare verso la Terra.”
La premessa è che ho visto il film al cinema, ben prima di leggere il libro. Quindi, inevitabilmente, tutta la lettura è stata capeggiata all’immagine di Matt Damon che parla da solo al computer. Ok, poco male (il film mi è piaciuto). Rispetto alla versione cinematografica, il romanzo è molto più divertente e catastrofico, alla stregua di Apollo 13 non c’è n’è una che vada bene, ma lui è bravo e ha fortuna e in qualche modo ne esce vivo. E ci scherza su. Tante interessanti nozioni tecniche che danno credibilità alla vicenda e fanno sentire la maggior parte dei lettori dei poveri stupidi, me in primis.
“Mi ricorda quand’ero ragazzo a Chicago e dovevo spalare la neve. Devo rendere atto a mio padre di non aver mai preteso che fosse per rafforzare il mio carattere o insegnarmi il valore del duro lavoro manuale.
‘Gli spalatori sono cari’, soleva dire. ‘Tu sei gratis’.”
(Archivio – 2016)