Julio Cortázar – Il gioco del mondo (Rayuela)

 Il libro più bello che abbia mai letto (ecco l’ho detto).

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“Perchè ingannarci? Non si può vivere con un burattinaio d’ombre, un domatore di tarli. Non si può ammettere un tipo che passa la giornata a comporre disegni con le macchie iridescenti del petrolio sull’acqua della Senna. Io che apro serrature d’aria con chiavi di nuvole, io che scrivo con il fumo.”

Esistono tre modi per leggere questo romanzo. Il primo consiste nel leggerlo seguendo la maniera tradizionale, dalla prima pagina all’ultima. Il secondo consiste nel leggerlo iniziando dal capitolo 73, e seguire l’ordine indicato dallo scrittore (alla fine di ogni capitolo, un numero indica quello da leggere dopo). Il terzo consiste nel leggerlo partendo da un capitolo a scelta, e proseguire a proprio piacimento.
Per adesso ho finito Rayuela alla maniera tradizionale nel 2013, e seguendo l’ordine dell’autore nel 2015. In entrambi i casi ho dovuto fermarmi a prendere fiato. Qualcuno ha commentato che abbia il potere di cambiare la vita e solo adesso so perché, anche se sono solo  due terzi delle possibilità offerte. Questo libro è meraviglioso.
Leggo su internet che è stato definito l’Ulysses di Joyce nella letteratura ispano-americana. Non mi importa più di tanto. Potrei leggere solo questo per il resto della mia vita.

“-Non andartene, – disse la Maga, stringendogli le gambe.
– Vado a fare solo un giro.
– No, non andartene.
– Lasciami. Sai benissimo che tornerò, per lo meno questa notte.
– Andiamo insieme, – disse la Maga. (…)
Ma Oliveira voleva uscire solo. Cominciò a sciogliere le gambe dall’abbraccio della Maga. Le carezzava i capelli, le passò le dita sulla collana, la baciò sulla nuca, dietro l’orecchio, udendola piangere con tutti i capelli caduti sulla faccia. “

(Archivio 2015)

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