Per chi vivesse d’immaginazione.

“Raimundo Silva guarda la rosa, non sono soltanto le persone a non sapere per che cosa sono nate.”
Un revisore decide di cambiare il passato della città in cui vive aggiungendo un NON al volume che sta correggendo, secondo cui crociati e portoghesi si univano in un’unica lotta contro i mori di Lisbona. Scoperto dalla casa editrice, deve però affrontare una nuova figura sopra di lui (Maria Sara, la revisionatrice dei revisori), la quale lo invita inaspettatamente a riscrivere lui a storia dell’assedio, assecondando il suo NON.
In questo romanzo ci sono più storie che si sviluppano una sull’altra e si scambiano tra le righe, Raimundo Silva (il revisore) alza gli occhi verso le mura e vede i soldati costruire le torri mobili, i quali a loro volta vedono nascere l’amore tra il soldato semplice Mogueime ed Ouroana, che quando si volta al ruscello e gli parla per la prima volta assomiglia molto a Maria Sara e nessuno sa perché.
Questo romanzo è super contorto e incasinato, ma io amo Saramago…
“Mogueime si è alzato e si è diretto verso di lei, sei passi, un uomo percorre leghe su leghe nel corso di una vita per ricavarne solo fatica e ferite ai piedi, quando non nell’anima, e poi arriva un giorno in cui fa sei passi appena e trova quello che cercava, qui, durante questo assedio di Lisbona.”
(Archivio 2014)