Per chi passi il giorno a fissare le stelle.

(questo libro compensa Harry Potter, Michele Serra etc. etc.)
Quando si inizia a leggere L’Aleph non si sa se prendere sul serio o no quello che si legge. E alla fine si capisce che nulla è reale – e quindi lo è, per dirla alla Borges. Il doppio, la morte, il labirinto, Dio, il destino, l’amore e l’attesa: in sostanza questi i temi trattati. Alcuni racconti sono bellissimi (La casa di Asterione).
“Ma non ho soltanto immaginato giuochi; ho anche meditato sulla casa. Tutte le parti della casa si ripetono, qualunque luogo di essa è un altro luogo. Non ci sono una cisterna, un cortile, una fontana, una stalla; sono infinite le stalle, le fontane, i cortili, le cisterne. La casa è grande come il mondo. (…) Una visione notturna mi rivelò che anche i mari e i templi sono infiniti. Tutto esiste molte volte, infinite volte; soltanto due cose al mondo sembrano esistere una sola volta: in alto, l’intricato sole; in basso, Asterione. Forse fui io a creare le stelle e il sole e questa enorme casa, ma non me ne ricordo.”
(Archivio 2014)