Per chi vivesse per un’idea.

Romanzo rovinato dalla traduzione e dal fatto che è veramente troppo prolisso. I personaggi si perdono in lunghi dialoghi totalmente inverosimili, piccole (per modo di dire) lezioni random di storia dell’arte, morale e filosofia spiccia che rallentano la trama e la ingarbugliano senza motivo. Sembra la prima stresura di quello che avrebbe potuto essere un capolavoro. Se Hemingway riscriveva i suoi libri c’era un perchè.
(Archivio 2014)