Per chi avesse un tavolo con una gamba più corta.

Prendete delle caricature umane e obbligatele ad interagire su un’isola lontana dal mondo, ma dotata di tutti i confort. L’esperimento regge, con gran soddisfazione di chi ha creato questo paradiso roccioso, fino a che qualcosa non inizia ad andare storto: la natura stessa.
Questo romanzo si legge velocissimo, ma non lo consiglio a nessuno.
(Archivio 2014)