Per chi avesse bisogno di eroi moderni.

I nostalgici di ‘Terra’ e ‘Baol’ forse storcono il naso, ma basta poco per entrare nei mondi tragicomici di Benni/ Ulisse, di scrittodattili e draghibruchi, e poco importa se si tratta di un’eco di capolavori passati. Ho riso e mi sono sentita fuori posto leggendo questo libro, favola agrodolce di un mondo fin troppo reale, ode agli alberi e ai nomi scritti a mano, finalmente, prima di lasciare Troia. Bello.
(Archivio 2012)