Per chi temesse il dolore, e di non sentire più nulla.

Nathan Zuckerman è uno scrittore affermato e dissacrante del mondo ebraico, attanagliato da un non specificato dolore al collo e alla schiena che gli impedisce di vivere normalmente. Dipendente da psicofarmaci, alcol, fumo, donne che si comportano a metà tra amanti e madri amorevoli, il dolore diviene tale da non riuscire più a scrivere. Un bel giorno decide che, se nessun medico riesce a curarlo, l’unica soluzione è diventare egli stesso un luminare della medicina. E parte verso gli esami di ammissione, iniziando un viaggio delirante in cui parla ininterrottamente, si spaccia per un critico che odia mutandone il lavoro in pornografo, litiga con anziani dal cuore spezzato al cimitero e nel finale si ritrova sì in ospedale, ma come grave paziente. Questo romanzo è pesante e aggressivo, toccante, divertente; e soprattutto è un inno al dolore, quello presunto e quello vero, persistente, esplosivo, vitale.
(Archivio 2012)