Per chi si sentisse incastrato tra due mondi.

Nel valutare il romanzo ‘best-seller’ di Murakami sono divisa. Riesce ad avere un ritmo serrato e ad essere mortalmente ripetitivo. La trama regge cosìcosì, ed è scritto in modo strano, al punto che ho dubitato della traduzione. Quando leggi del protagonista maschile, Tengo, vorresti sapere di Aomame (la protagonista femminile), e viceversa se è la volta di lei, a metà capitolo rimpiangi lui. Solo nel crescendo del finale diventa veramente bello. Da stare male. Però, per chi ha una pecora nel cuore, ci vuole ben altro per parlare di capolavoro.
(Archivio 2012)