Per chi avesse a che fare con della sporcizia particolarmente ostinata.

Di Palahniuccate ne ho lette diverse quest’anno e sono psicologicamente preparata a tutto. Ed infatti non mi sconvolgo troppo per lo splatter, per i ritratti impietosi e le filippiche sociali; rimango invece sopresa dai dettagli aggiunti, gli stessi che effettivamente aiutano a differenziare un romanzo dall’altro. In questo caso ha vinto l’elenco infinito di consigli del galateo e della manutenzione perfetta della casa e del giardino (cose che avrei voluto testare all’istante, come togliere la muffa dalle intercapedini delle piastrelle, eliminare le tracce di sangue dai muri, mangiare un’aragosta…). In secondo luogo mi è piaciuto il cimitero dell’armamentario porno americano. Tutto il resto è noia.
(Archivio 2012)