Per chi avesse paura delle proprie pulsioni.

Romanzo edito nel 1941, a suo tempo suscitò scandalo per i temi scabrosi (omosessualità, voyeurismo, particolari sadici e ossessivi…); oggi si legge come se fosse un ‘normale’ racconto, caduta del tutto la patina osè dei sessant’anni precedenti. Ma se siamo abituati a ben altro sul fronte del morboso e sessuale, sicuramente alla nostra pigrizia mentale mancano la poesia ed i riflessi caleidoscopici di singoli pensieri detti allo specchio, e la profondità che non insegna e non trasmette morale dei ritratti umani nel libro.
(Archivio 2012)