Per chi volesse il punto di vista di un addetto ai lavori.

Raccolta di pensieri gauguininani, incentrati sul mestiere del critico (simile ad un tipografo, che padroneggia le lettere e pertanto si arroga il diritto di esprimersi sull’arte in genere) e sugli artisti del suo tempo, amati e odiati. Curioso il titolo travisato, “Racontars de rapin” anzichè “Racontars d’un rapin”, ovvero “Chiacchiere da imbrattatele”… sottile allusione critica alla critica stessa, e, come si nota nella post-fazione, forse autocompiacimento dell’essere, sempre e comunque, artisti incompresi.
(Archivio 2011)