Per chi rimpiangesse il Premio Strega di un tempo.

La premessa è che io adoro come scrive Natalia Ginzburg.
Romanzo semplice e corale che racconta la vita famigliare dell’autrice, attraverso l’uso di espressioni tipiche e ricorrenti: ogni personaggio ha una caratteristica nel parlare, dai genitori ai personaggi “famosi” (Turati in primis) che orbitano attorno alla famiglia Levi. Le pagine più belle sono quelle dedicate, come sempre, a Pavese, scorci meravigliosi prima del suo suicidio.
‘Pavese, quella primavera, era solito arrivare da noi mangiando ciliege. Amava le prime ciliege, quelle ancora piccole e acquose, che avevano, lui diceva, sapore di cielo.’
(Archivio 2011)