Sconsigliato ai bacchettoni e ai deboli di cuore.

Subito “Lolita” (Lo-li-ta) è sconvolgente, ma è un romanzo così intenso, e lui così bravo e appassionato (e si desume da una traduzione italiana dall’inglese che Nabokov, russo, ha adottato come seconda lingua e di cui parla come ignobile ripiego…), che alla fine non sapevo se rimetterlo a posto o ricominciarlo. L’anno scorso avevo letto “Leggere Lolita a Teheran”, Azar Nafisi, interessantissimo commento al romanzo ancor prima di iniziarlo.
(Archivio 2010)